Ogni essere umano è unico, irripetibile e completo nella propria essenza. Il mio lavoro non mira a “correggere” o “aggiustare”, ma a sostenere la persona nel riconoscere e riattivare le proprie risorse interiori. Nessun percorso è standardizzato: ogni incontro nasce dall’ascolto profondo e dal rispetto dei tempi, dei limiti e della storia individuale.
Non creo dipendenza, né spirituale né emotiva. Il mio ruolo è quello di accompagnare, non di guidare o dirigere. Ogni pratica è orientata a rafforzare autonomia, discernimento e responsabilità personale. La vera guarigione e la vera conoscenza non risiedono nel maestro, ma nella coscienza di chi percorre il cammino.
Le pratiche che propongo si collocano in un ambito di benessere energetico e spirituale e non sostituiscono in alcun modo percorsi medici, psicologici o terapeutici ufficiali. Quando necessario, incoraggio un approccio integrato e il rispetto delle competenze professionali specifiche.
Seguo e trasmetto esclusivamente discipline che affondano le loro radici in tradizioni antiche e in lignaggi autentici, ricevuti attraverso insegnamenti diretti, iniziazioni e pratica costante. Non propongo tecniche improvvisate, semplificazioni commerciali o percorsi privi di fondamento esperienziale.
Non utilizzo linguaggi sensazionalistici, promesse illusorie o narrazioni che alimentano aspettative irreali. Non aderisco alla visione del cosiddetto new age, che spesso rafforza l’ego spirituale e allontana dall’incontro sincero con la propria verità interiore.
La percezione sottile e la medianità vengono praticate con sobrietà, rispetto e centratura. Le informazioni che emergono non sono mai presentate come verità assolute, né utilizzate per influenzare decisioni personali, mediche o legali. Ogni intuizione è offerta come possibilità di riflessione, mai come destino.
I rituali e le Piante Medicina sono strumenti sacri, non scorciatoie. Il loro utilizzo avviene nel rispetto delle tradizioni originarie, della sicurezza, della preparazione e dell’integrazione dell’esperienza. Nessuna pratica viene proposta senza un adeguato contesto, consenso e accompagnamento.
Ogni incontro si svolge all’interno di confini chiari, rispettosi e protetti. Viene garantita riservatezza, ascolto non giudicante e assenza di qualsiasi forma di manipolazione emotiva, economica o spirituale.
Non mi considero un punto di arrivo, ma un praticante in continuo apprendimento. Il mio lavoro nasce dall’esperienza diretta, ma anche dalla consapevolezza dei limiti umani. L’umiltà è parte integrante del cammino.
La guarigione non è un atto imposto dall’esterno, ma un processo naturale di riallineamento. Il mio intento è creare le condizioni affinché questo ritorno all’essenziale possa avvenire in modo spontaneo, rispettoso e consapevole. Questo manifesto rappresenta l’impegno che assumo verso me stesso e verso ogni persona che incontro sul cammino.
2026 – RICCARDO FAI EXPERIENCE di Riccardo Fai