I viaggi che propongo non sono semplici spostamenti geografici, ma cammini di esperienza e trasformazione interiore. Nascono dal desiderio di offrire spazi autentici di incontro con il sacro, lontani dai circuiti del turismo spirituale e da ogni forma di consumo dell’esperienza. Ogni viaggio è pensato come un rito di passaggio consapevole, in cui il luogo, la tradizione e il gruppo diventano strumenti vivi di ascolto, presenza ed evoluzione.

Ladakh, Perù, Nepal, Mongolia e Messico non sono solo terre antiche: sono territori intrisi di memoria spirituale, custodi di tradizioni millenarie e attraversati da campi energetici potenti e coerenti. In questi luoghi, la relazione tra essere umano, natura e dimensione spirituale non è mai stata spezzata.

  • Il Ladakh e il Nepal, culle del Buddhismo Himalayano, offrono spazi di silenzio, contemplazione e disciplina interiore, dove la pratica diventa presenza e il sacro è parte della vita quotidiana.
  • Il Perù, tra Ande e Selva Amazzonica, custodisce una conoscenza ancestrale legata alla Terra, ai cicli naturali e alle Piante Medicina, trasmessa da curanderos e lignaggi tradizionali.
  • La Mongolia conserva la via sciamanica originaria, un dialogo diretto con gli spiriti della natura e del cielo, in una relazione essenziale e non mediata.
  • Il Messico, terra di civiltà iniziatiche antiche, porta con sé una sapienza legata alla morte, alla rinascita e alla continuità della coscienza.

In questi luoghi il viaggio diventa un ritorno a uno stato di presenza naturale, in cui l’energia del territorio sostiene processi profondi di riallineamento e consapevolezza.

le mete in partenza!

I miei viaggi si fondano su un principio essenziale: l’etica della relazione. Nulla è spettacolarizzato, nulla è forzato. Le tradizioni vengono avvicinate con rispetto, umiltà e ascolto, valorizzando il risvolto umano, la cultura locale e il contatto autentico con le persone del luogo.

Collaboro esclusivamente con Maestri, Sciamani e guide appartenenti a tradizioni vive e riconosciute, evitando qualsiasi forma di appropriazione culturale o semplificazione.

Esperienze fuori dai normali schemi turistici

Questi percorsi sono volutamente lontani dai modelli del turismo convenzionale. I ritmi sono lenti, l’esperienza è immersiva, il gruppo è ristretto. Ogni viaggio è costruito per favorire: ascolto profondo e presenza, contatto reale con le tradizioni e le comunità locali, pratiche spirituali autentiche, integrazione dell’esperienza nella vita quotidiana

Non si tratta di “fare molte cose”, ma di esserci davvero.

Il gruppo come campo di trasformazione

Il viaggio di gruppo crea un campo di coscienza condiviso. La presenza degli altri diventa specchio, sostegno e occasione di crescita. In questo spazio protetto, accompagnato con attenzione e responsabilità, possono emergere comprensioni profonde e cambiamenti interiori duraturi.

Accompagno personalmente piccoli gruppi, offrendo presenza, guida e integrazione dell’esperienza, affinché ogni partecipante possa attraversare il viaggio con consapevolezza e radicamento.

Un invito

Questi viaggi sono rivolti a chi sente una chiamata autentica verso la conoscenza di sé, a chi desidera incontrare il sacro senza filtri né idealizzazioni, e a chi è disposto a mettersi in ascolto.

Non promettono risposte immediate, ma aprono spazi.
Non offrono certezze, ma presenza.

Perché in alcuni luoghi del mondo, se ci si avvicina con rispetto, qualcosa si ricorda.

E quel ricordo può diventare trasformazione.

A chi sono rivolti

Questi viaggi sono rivolti a persone che sentono una chiamata autentica verso la conoscenza di sé e il contatto diretto con il sacro, al di là delle forme, delle mode e delle esperienze superficiali. 

Sono pensati per chi:

  • sente il bisogno di rallentare, uscire dagli schemi abituali e riconnettersi a una dimensione più essenziale dell’esistenza
  • è in un momento di passaggio, trasformazione o ricerca interiore
  • desidera vivere un’esperienza spirituale radicata, concreta e profondamente umana
  • sente rispetto per le tradizioni antiche e per le culture che le custodiscono
  • è disposto a mettersi in ascolto, senza aspettative sensazionalistiche o scorciatoie

Non sono viaggi adatti a chi cerca intrattenimento, esotismo o consumo spirituale. Non promettono guarigioni immediate, visioni garantite o risposte preconfezionate. Richiedono invece presenza, responsabilità e apertura interiore.

Sono particolarmente indicati per chi:

  • pratica o si avvicina a un cammino spirituale serio
  • sente il bisogno di un’esperienza diretta, incarnata e trasformativa
  • desidera confrontarsi con il sacro in modo sobrio, rispettoso e non idealizzato
  • è pronto a lasciarsi toccare dai luoghi, dagli incontri e dal silenzio

Il gruppo è volutamente ristretto, per preservare la qualità dell’esperienza e creare un campo protetto di fiducia e condivisione. Ogni partecipante è invitato a portare sé stesso con autenticità, senza maschere e senza ruoli.

Questi viaggi non chiedono di diventare qualcosa di diverso, ma di tornare a ciò che si è, attraverso l’incontro con luoghi che, da secoli, custodiscono memoria, energia e conoscenza.

Se senti che queste parole risuonano, forse il viaggio è già iniziato.

Come si svolgono i viaggi

Hai qualche dubbio? Rispondo alle tue domande

No. I viaggi proposti si collocano in un ambito di ricerca interiore, spirituale ed esperienziale. Non sostituiscono in alcun modo percorsi medici, psicologici o terapeutici ufficiali. Ogni partecipante è responsabile del proprio stato di salute fisica ed emotiva e, quando necessario, è invitato a integrare il proprio cammino con professionisti qualificati.

Non è richiesta un’esperienza specifica, ma è fondamentale una disponibilità interiore sincera, rispetto per le tradizioni e apertura all’ascolto. Questi viaggi non sono adatti a chi cerca esperienze estreme, sensazionali o scorciatoie spirituali.

Quando previste, le Piante Medicina vengono utilizzate esclusivamente nel rispetto delle tradizioni originarie, delle leggi locali e della sicurezza. Nessuna esperienza è obbligatoria. Ogni pratica avviene in un contesto rituale guidato da custodi tradizionali autentici, con attenzione alla preparazione, al consenso e all’integrazione.

No. Ogni partecipante è libero di scegliere il proprio livello di coinvolgimento. Il rispetto dei limiti personali è un principio fondamentale. L’ascolto di sé viene sempre prima di qualsiasi pratica.

I gruppi sono volutamente ristretti. Questo permette una maggiore attenzione alla persona, una gestione etica delle dinamiche di gruppo e un ambiente più protetto. Le attività vengono proposte con gradualità, rispetto e attenzione alle condizioni fisiche, emotive e ambientali.

Gli alloggi e gli spostamenti sono scelti privilegiando semplicità, autenticità e rispetto del luogo, evitando strutture invasive o puramente turistiche. Il comfort è adeguato al contesto, ma non è l’obiettivo principale del viaggio.

Il mio ruolo è quello di custodire il campo dell’esperienza, offrire orientamento, presenza e sostegno quando necessario. Non interpreto i vissuti personali né indirizzo le scelte interiori dei partecipanti. Ogni processo resta individuale.

Il ritorno è parte integrante del viaggio. Vengono offerti spazi di condivisione e integrazione affinché ciò che è emerso possa essere accolto e radicato nella vita quotidiana, evitando dispersione o idealizzazione dell’esperienza.

No. Sono rivolti a persone che sentono una chiamata autentica e sono disposte ad assumersi la responsabilità del proprio cammino. Non sono consigliati a chi attraversa fasi di forte instabilità psicologica o cerca soluzioni rapide ai propri problemi.

L’intento non è “fare qualcosa”, ma creare le condizioni affinché l’incontro con luoghi, tradizioni e silenzi possa favorire un ritorno all’essenziale, alla presenza e alla propria verità interiore.

Queste FAQ fanno parte di un impegno di trasparenza, etica e rispetto verso ogni persona che sente il richiamo di questo cammino.

Cosa NON sono questi viaggi

Per chiarezza, trasparenza ed etica, è importante definire anche ciò che questi viaggi non sono. Questo aiuta a creare aspettative corrette e a preservare la qualità e la verità dell’esperienza.

Questi viaggi non sono:

  • viaggi turistici o esperienze organizzate secondo logiche di consumo
  • ritiri spirituali commerciali o pacchetti di “crescita personale”
  • esperienze esotiche alla ricerca di emozioni forti o sensazioni straordinarie
  • percorsi terapeutici, curativi o sostitutivi di trattamenti medici o psicologici
  • scorciatoie per ottenere risposte rapide, guarigioni miracolose o stati di coscienza promessi

Non sono luoghi in cui “fare qualcosa” per diventare qualcuno di diverso. Non offrono identità spirituali, ruoli, titoli o appartenenze.

Non sono adatti a chi:

  • cerca intrattenimento, evasione o spiritualità spettacolarizzata
  • desidera certezze, verità assolute o conferme esterne
  • è attratto dal sensazionalismo, dall’uso improprio dei rituali o dalle Piante Medicina come esperienza fine a sé stessa
  • delega all’esterno la propria responsabilità interiore

Questi viaggi non forzano processi, non impongono pratiche, non invadono i tempi personali. Il silenzio, l’attesa e l’ascolto hanno lo stesso valore dell’azione.

Non promettono trasformazioni immediate. Il cambiamento, quando avviene, è spesso silenzioso, graduale e profondo, e continua ben oltre il ritorno.

Definire ciò che questi viaggi non sono significa proteggere ciò che realmente sono: spazi di verità, sobrietà e presenza, in cui l’incontro con il sacro avviene senza mediazioni artificiali.

Se queste parole risuonano come un chiarimento necessario, allora il cammino è allineato.